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Per una vera riforma universitaria PDF Stampa E-mail

Quando si parla di riforma Gelmini, si commette un grave errore: finora, di riforme prodotte dall'attuale ministro dell'istruzione, non vi è traccia. In questo momento ci troviamo in una situazione di stallo che esclude qualsiasi ipotesi di rilancio del nostro sistema universitario verso i più alti standard internazionali.

A peggiorare questo quadro, poi, contribuisce in modo significativo la costante riduzione delle risorse del Fondo di Finanziamento Ordinario, da cui dipende il funzionamento del nostro sistema universitario pubblico, operata dall'attuale governo. Un tale ridimensionamento dei fondi alle Università non potrà che rivelarsi una scelta miope per due motivi: da un lato l'esigenza di elevare gli standard dell'offerta formativa richiederebbero un cospicuo investimento nelle strutture didattiche e non certo una serie continua di tagli; dall'altro l'esperienza internazionale ci mostra come puntare sulla ricerca e sulla formazione rappresenti la sola chiave per assicurare al Paese uno sviluppo armonico e sostenibile. Per tali ragioni contestiamo l'atteggiamento di chi considera i tagli al sistema universitario nazionale come un modo per ridurre gli sprechi o fare economie: un Paese che non investe nell'istruzione è un Paese che decide consciamente di abdicare alla costruzione del proprio futuro.

E' perciò fondamentale che gli studenti facciano sentire la propria voce attraverso il CNSU, per riaffermare con forza la centralità dell'istruzione universitaria e della ricerca in un nuovo modello di sviluppo basato sulla conoscenza e sulla valorizzazione del capitale umano.

La questione dei finanziamenti, però, non esaurisce da sola i problemi ormai cronici che affliggono il sistema universitario. Le questioni legate alla scorretta applicazione della riforma universitaria restano, infatti, tuttora aperte.

Innanzitutto è necessario sottolineare come il tema centrale dell'autonomia degli Atenei debba essere ribadito e ridefinito nel contesto più ampio di un sistema di valutazione che sappia valorizzare le eccellenze e responsabilizzare docenti e studenti. In questo quadro la riforma della governance delle Università rappresenterà una sfida decisiva nel prossimo futuro; una sfida in cui gli spazi per il controllo e la partecipazione degli studenti non possono essere definiti al ribasso.

E' altresì necessario che si valorizzi contestualmente il percorso formativo di primo e di secondo livello. Il tentativo di riduzione dei corsi di laurea triennale non può che essere valutato positivamente; tuttavia il rilancio di quest'ordinamento non può esaurirsi a questo: è necessario trovare il modo di valorizzare l'offerta formativa di base, ridefinendone contestualmente i carichi didattici, così da renderla effettivamente spendibile sul mercato del lavoro.

Per quanto riguarda il percorso delle lauree specialistiche, è necessario che a conclusione dei primi cicli di questo nuovo ordinamento si avvii una riflessione circa i risultati ottenuti; in tale percorso gli studenti non possono che avere un ruolo centrale. Il primo problema che si pone relativamente a quest'ordinamento è quello dell'accesso alle lauree magistrali: una basilare esigenza democratica ci impone di considerare come l'accesso ai più alti livelli di istruzione rappresenti una premessa fondamentale per lo sviluppo delle persone e della "società della conoscenza". In base a questa considerazione non possiamo che ribadire la nostra contrarietà a qualsiasi tentativo di sbarrare l'accesso alle lauree magistrali imponendo accessi a "numero chiuso": il problema del nostro Paese è quello di un numero eccessivamente basso di laureati e la soluzione non passa certo dalla limitazione all'accesso.

Quelli che ci aspettano saranno anni difficili per il nostro sistema universitario. Di fronte a queste difficoltà, comunque, ritengo che sia fondamentale non perdere la voglia di immaginare un'innovazione complessiva delle nostre strutture universitarie. Solo in questo modo, infatti, sarà possibile ridare centralità al mondo dell'Università e della ricerca in Italia e proseguire così sulla strada indicata dalla cosiddetta "dichiarazione di Bologna".

 
AAA diritto allo studio cercasi PDF Stampa E-mail

E' necessario investire ulteriormente sul sistema di diritto allo studio. Come? La base di partenza sono i finanziamenti. Più finanziamenti uguale più servizi e maggiore qualità: è perciò necessario un aumento dei fondi complessivi erogati.

A ciò deve accompagnarsi, in secondo luogo, la ridefinizione dei criteri di partecipazione e attribuzione delle borse di studio per permettere una maggiore competizione all'interno delle graduatorie e una migliore distinzione tra studenti lavoratori e non lavoratori al fine di permettere l'erogazione di borse più consistenti, che realizzino un effettivo miglioramento delle condizioni economiche dello studente.

Ancora, che si proceda con un significativo aumento dei contributi per la ristorazione (bar e mense), al fine di ottenere prezzi comparabili ai migliori modelli europei: in tutta la Francia un pasto completo costa 2.80, in Germania oscilla tra i 2.70 e i 3.20.

Infine, la mobilità internazionale, nei programmi di scambio (Socrates, Erasmus, Erasmus Mundus) , con gli Stage all'estero e la partecipazione ai meeting internazionali di studenti, deve entrare a far parte delle priorità istituzionali dei singoli enti che si occupano di diritto allo studio.

 
Verso una nuova città universitaria: Milano 2015 PDF Stampa E-mail

L'esposizione universale del 2015, che si terrà a Milano, è ritenuta dall'intera classe politica locale una grossa occasione di sviluppo e di crescita per la città. Come cittadini, prima ancora che come rappresentanti, dobbiamo pretendere che le università milanesi siano al centro del progetto di rilancio della città. Dobbiamo avere il coraggio di chiedere che Milano si trasformi in una vera città a misura di studente, con servizi adeguati per migliaia di giovani che ogni anno studiano e vivono nel capoluogo lombardo. Bisogna partire proprio dall'Expo, evento su cui la nostra amministrazione comunale e gli altri enti statali sostengono di voler investire parecchio: un evento di questa portata comporta inevitabilmente l'ingresso di ingenti risorse, da spendere per la realizzazione di infrastrutture dedicate. A volte, però, il rischio è che da un grosso investimento si arrivi a un ingente peso sui bilanci, con opere realizzate esclusivamente per il periodo dell'evento e poi non più utili alla città. E' quindi indispensabile studiare un piano coerente, per evitare che da una grossa opportunità di rilancio possano scaturire problemi per le future generazioni: fondamentale, quindi, è strutturare un tavolo con enti e associazioni per una pianificazione coerente, al quale siano invitate le rappresentanze studentesche.

Gli studenti devono poter far sentire la propria voce quando si toccano le tematiche città-studente: potenziamento dei mezzi di trasporto, maggiori convenzioni per gli studenti universitari, creazione di campus sul modello europeo; devono poter chiedere che si proceda con la costruzione di nuovi studentati per chi viene da fuori Milano, che si attivi l'assistenza medica per gli studenti fuori-sede, che vengano finanziate nuove borse di studio.

Una tra le tante proposte concrete da avanzare è che gli edifici realizzati in vista dell'EXPO, una volta terminato l'evento, vengano adibiti a nuovi alloggi per studenti.

Solo in questo modo è possibile avvicinarsi ai modelli universitari europei, dove le città sono realmente a misura di studente: una Milano più a misura di studente è una Milano più vicina all'Europa.

 
Pari opportunità per tutti PDF Stampa E-mail

Negli ultimi anni, gli atenei italiani stanno aumentando gli investimenti negli organi che affrontano le problematiche inerenti alle pari opportunità. E' necessario, quindi, che anche gli studenti facciano proprie le battaglie finalizzate alla rimozione di discriminazioni di qualsiasi genere.

Sono necessarie maggiori tutele per gli studenti lavoratori, ad esempio il potenziamento dei corsi serali; maggiori sforzi tesi alla rimozione di barriere architettoniche e più servizi in favore degli studenti disabili.

Io proporrò, se eletta, che il CNSU lavori affinché venga istituito per legge il Garante degli Studenti, una figura super-partes molto diffusa all'estero, che ha il compito di tutelare i diritti degli studenti.